sabato 24 novembre 2018

Il calzino e la ciaramella

 (...) Generalmente gli zampognari suonano in coppia, uno la zampogna vera e propria ed un altro la ciaramella o altri strumenti a fiato e tradizionalmente si tratta di pastori o contadini che si trasferiscono temporaneamente in città per il periodo natalizio (...) - Wikipedia

Dev'essere l'atmosfera dell'imminente Natale, dev'essere il freddo arrivato nel bel mezzo di Novembre, ed ecco che nel cercare un nome per identificare un modello di calzino che ho creato non sono riuscita a trovare altro che quello dello strumento che accompagna la zampogna, sì insomma, quello che suona l'amico dello zampognaro. Si nota poco, eh. Ma è sempre lì: prova a fare una ricerca per immagini e noterai che accanto allo zampognaro c'è sempre il collega con la ciaramella!

Non che ci sia tanta differenza, anzi, sembra che la zampogna sia nata accostando due ciaramelle alle quali nell'età dell'Impero Romano è stato aggiunto l'otre come riserva d'aria! Roba antichissima, dunque, la ciaramella.

Ma il calzino che c'entra? Prendendola alla lontana c'entra: il più antico esempio di indumento fatto a maglia ritrovato dagli archeologi sembra essere un calzino egiziano risalente al 1200 (decisamente più giovane della ciaramella, ma comunque notevole). Un calzino!!!

Dedicato all'amico dello zampognaro, ecco il calzino "Ciaramella", per tener caldi i piedi mentre ci si butta nell'ennesimo "Tu scendi dalle stelle".





martedì 6 novembre 2018

Il calzino Lamponia e l'errore creativo

La distrazione mi ha portato ad applicare un motivo di pizzo tradizionale che si sviluppa su 6 maglie ad un calzino il cui numero di maglie non era affatto divisibile per 6... una svista non da poco.
Ma invece di fare marcia indietro e cercare un altro disegno ho aggiunto due maglie lì e ho cambiato il punto là, poi ho disfatto e rifatto variando un po' qui e un po' lì... insomma è venuta fuori una cosa del tutto diversa: di solito a questo punto faccio una smorfia e smonto tutto. Ma questa volta ho perseverato fino ad arrivare ad un risultato (davvero lontano dalla mia idea iniziale) interessante.
Non vorrei sembrare irriverente, la citazione è del tutto affettuosa, ma l'errore creativo è anche il titolo di un capitolo de "La grammatica della fantasia", in cui Gianni Rodari spiega che anche un piccolo errore può innescare una storia. E'  proprio vero che sbagliando s'inventa!

A questo punto ho voluto dedicare anche il nome dei calzini agli errori, in riferimento alla filastrocca "Viaggio in Lamponia" di Gianni Rodari. La conosci? Eccola:

Si può viaggiare in treno, in automobile,
e in macchina da scrivere perché no?
Io ci ho provato.
Semplicemente battendo
un tasto sbagliato
sono arrivato in Lamponia:
un paese dolcissimo
che sa di marmellata e di sciroppo
e somiglia un pochino, ma non troppo,
alla Lapponia propriamente detta
che se ne sta a rabbrividire
lassù alle soglie del Polo.
Il popolo dei Lamponi
confina con altri popoli
buoni e tranquilli:
fragole, mirtilli,
lucciole e grilli.
Spesso giungono in visita
dagli Stati vicini
farfalle, api, bambini
con il cappellino bianco
che presto sarà nero di more…
O paese felice,
scoperto per errore,
Lamponia del mio cuore!

Veniamo alle caratteristiche tecniche. Ho previsto due misure, una normale ovvero una M che va dal 38 al 40, e una generosa per un piede dal 41 al 43, perché io porto il 42 e non escludo affatto che un 43 voglia indossare dei calzini traforati.
Il filato è un classico per calzini: 75% lana e 25% nylon, trattata superwash. In particolare ho usato la Fabel della Drops, il cui gomitolo da 50g contiene 205 metri di filato. Un calzino L pesa circa 30gr quindi posso immaginare che da due gomitoli si possano ricavare due calzini e due mezzi guanti, ma ancora non ho verificato.
Ho usato i ferri a doppia punta da 2,5 mm ottenendo un campione di 29 maglie in 10 cm lavorati a maglia rasata.

Puoi trovare Lamponia su Ravelry , dove è presente sia in inglese che in italiano.
Buona maglia!